Guardate queste tre immagini

prese così, decontestualizzate dalla loro opera, appaiono moderni lavori,
usciti magari dalla mano di un Pollock o di un Kandinsky (un acquerello forse)

la stesura è sapiente; i colori si accordano meravigliosamente tra di
loro e l’effetto atmosferico e vago da un tocco in più di piacevolezza.
In realtà queste tre immagini sono particolari estrapolati da due Ann
unciazioni del Beato Angelico, rispettivamente del Prado e di San
Giovanni Valdarno. Volendo per una volta mostrare immagini “belle”,
nel senso più semplicistico del termine, ovvero opere di fronte alle
quali non si può che provare empatia, rimanendo estasiati dalla perf
ezione cromatica e dalla bellezza intrinseca delle figure, ho scelto que
ste due pale dell’Angelico che mi hanno sempre emozionata, al di là
della perfezione formale, per il divino accordo cromatico che il pittore
riesce ad ottenere. Forse solo la Madonna del Pisanello si avvicina
nel sapiente equilibrio dei timbri di colore. Nella tavola del Prado il
passaggio dal giallo oro al blu oltremare accordato col verde della
vegetazione o la veste della vergine quale perfetto equilibrio di blu,
verde ed oro con quella sorta di stupendo rosa salmone che ripren
de il vestito dell’angelo sono, sinceramente, tra i particolari più belli
della storia dell’arte.

E che dire dell’effetto marmo e dell’incredibile cangiantismo
delle superfici nell’Annunciazione di San Giovanni Valdarno?
Parliamo della prima metà del ‘400 e non mi risulta che altri,
in seguito, abbiamo trattato in modo così rivoluzionario un pa
vimento di marmo. Qui è solo colore, una nuvola di colore, e
accordi cromatici. Colori trascendenti e spirituali che Rothko,
cinque secoli dopo, riporterà sulle tele quali unici elementi
significanti.

Ebbene, pensando a questo post, il collegamento con Pol
lock è venuto quasi naturale non per i già citati cangiantis
simi bensì pensando agli affreschi dell’Angelico al Conven
to di San Marco a Firenze, o meglio ai finti marmi raffigurati
sotto le scene maggiori. Queste immagini secondarie del
la produzione dell’Angelico, lette con una prospettiva anacro
nistica, sono state analizzate da Didi-Huberman nel libro
Beato Angelico. Figure del dissimile. La "Madonna delle
ombre", uno degli affreschi del ciclo, poggia infatti su quat
tro pannelli stranamente dipinti a vaste chiazze multicolore
con una pioggia di pigmenti spruzzati sulla parete e in appa
renza privi di soggetto, informali, come in un dripping di Jackson
Pollock.