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Giorgio Morandi, pittore ed incisore, nasce a Bologna in una famiglia della
piccola borghesia cittadina, il 20 luglio 1890. |
Giorgio Morandi Autoritratto 1924 |
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Le prime opere di Morandi, che tiene la sua prima esposizione nel 1914, risentono fortemente dell'influenza diCézanne e di Rousseau, è solo nelle opere fra il 1914-15 che Morandi si apre moderatamente, con le sue nature morte, alle esperienze del Cubismo e del Futurismo. Giorgio Morandi è un artista molto riservato che vive e lavora in un volontario isolamento, cosa che crea il mito di un Morandi "monaco laico", esclusivamente intento alla creazioni dei suoi oggetti di "Bellezza" nel chiuso del suo studio. Nel 1918 Morandi è attratto dalle opere metafisiche diCarlo Carrà e Giorgio de Chirico, che vede riprodotte sulla rivista "La Raccolta", fondata da Giuseppe Raimondi e realizza opere di genere metafisico, ma si tratta di una breve parentesi, alla fine del '19 riprende a dipingere nature morte e paesaggi in stile realistico. |
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Negli anni Venti le opere di Giorgio Morandi si fanno più plastiche: comincia l'epoca delle nature morte, della metafisica degli oggetti più comuni, vasi,
bottiglie, caffettiere, fiori, che, posizionati su un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena. |
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Insegnante nelle scuole comunali di disegno, nel febbraio del 1930 ottiene per "chiara fama" e "senza concorso" la cattedra all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove insegnerà Tecniche dell'incisione fino al 1956. L'anno prima Giorgio Morandi aveva illustrato "Il sole a picco" di Vincenzo Cardarelli e negli anni seguenti realizza la maggior parte delle sue pregevoli acqueforti, realizzate con grande cura. Morandi espone alle Biennali veneziane ed alle Quadriennali romane facendo parte per alcuni anni della commissione di accettazione. Nel 1939, alla terza edizione della Quadriennale, Morandi ha un'intera sala personale con 42 oli, 2 disegni e 12 acqueforti, ottenendo il secondo premio per la pittura e scatenando varie polemiche. |
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