Pierre Bonnard (Fontenay-aux-Roses,1867 - Le Cannet,1947) fu uno dei fondatori del gruppo dei
Nabis (in ebraico questa parola significa « profeti »). Il gruppo si formò a Parigi nel 1988, quando il pittore Paul Sèrusier tornò da Pont-Aven, dove lavorava sotto le direttive di Paul Gauguin
con alcune indicazioni pittoriche del maestro ed una tavoletta dipinta a colori molto forti. Gauguin gli aveva detto:”Come vedete questo albero? E’ verde? Allora mettete il verde: il più bel
verde della vostra tavolozza. E quest’ombra? Blu? Allora non temete di dipingerla più blu possibile.” Da allora i pittori del gruppo usarono la tavoletta di Sèrusier come un “talismano” ed il
nome “profeti” come contrassegno delle loro intenzioni innovative nel campo della pittura. Ognuno, poi, interpretò le indicazioni date da Gauguin a modo proprio.
Bonnard, in particolare, venne ribattezzato dai suoi colleghi ed amici il “nabi giapponese”: i motivi decorativi, le linee sinuose, la scelta di formati allungati, il simbolismo di alcuni suoi
dipinti e di alcune illustrazioni, mostrano chiaramente il fascino che esercitò su di lui l’arte giapponese, particolarmente popolare a Parigi alla fine del XIX secolo.
Cosa rende la pittura di Bonnard così riconoscibile? Certamente l’iridescenza dei colori, che proiettano all'esterno riflessi mutevoli; la brillantezza delle loro
tonalità, che Bonnard usa liberamente e che finisce per pervadere tutta la tela; contorni imprecisi intorno a cose e figure, che le fa quindi apparire composte della stessa materia dell’ambiente
in cui sono inserite; un uso libero della prospettiva, il cui gioco va quasi “scoperto” man mano che si guarda il quadro. Nei suoi dipinti si percepisce la presenza di una forte soggettività, di
un'istanza psicologica e sentimentale che esprime una particolare combinazione di gioia e malinconia. Bonnard traspone sulla tela il mondo nel modo in cui questo viene progressivamente percepito
dalla sua coscienza attraverso lo sguardo e con il suo stato d’animo. Perciò le forme nei suoi dipinti sembrano muoversi, formasi “lì per lì”, possedere, oltre alla dimensione spaziale, anche
quella temporale.
Bonnard non abbandonò mai la sua attività di grafico ed illustratore, infatti la sua fertile ed ininterrotta produzione artistica comprende anche molti schizzi,
disegni, manifesti, illustrazioni, paraventi. Nelle immagini vi mostriamo alcuni esempi (o, piuttosto, esemplari!) di cani e gatti che sono serviti ad illustrare le Storie Naturali di Jules
Renard. Come si nota, cani e gatti sono spesso presenti nei suoi dipinti. In alcuni, Bonnard rappresenta donne o bambini insieme agli animali domestici, con una liricità che evoca un mondo di
innocenza e serenità quasi favolistiche. Altri, e tra questi sono i ritratti della moglie Marta con il suo cane, raffigurano spesso donne o bambini e animali vicino ad una tavola imbandita,
calati in un’atmosfera quotidiana e casalinga. I cani ed i gatti sono colti accanto alle persone durante il pranzo, alla loro stessa tavola, e questo accresce la sensazione d'intimità tra loro.
Bonnard dipinse anche molti ritratti del famoso gallerista parigino Ambroise Vollard, che, a distanza di anni, si faceva però ritrarre sempre con i suoi gatti in braccio.
Un’altra fase della pittura di Pierre Bonnard, che fu particolarmente mutevole, curioso ed innovativo, è rappresentata dai nudi femminili, ritratti nella sala da
bagno, su un letto, davanti allo specchio o mentre si cambiano d’abito Anche qui il soggetto del quadro si fonde con l’ambiente circostante, grazie alla continuità creata dalla scelta dei toni
dei colori. E spesso, su un tappetino o ai piedi del letto, ecco apparire un tranquillo cagnolino accucciato, unico testimone ammesso ai più privati ed intimi riti femminili. Va notato che il
cagnolino in questiono è rappresentato con una densa macchia di un unico colore, cosa che lo rende visibilissimo. Proprio per questa scelta coloristica, ci sembra di avvertire in Bonnard una
precisa volontà di sottolineare la presenza di quel cagnolino. A parte la spiccata simpatia che deve aver avuto per gli animali domestici, questi cagnolini dipinti con tanta intensità a noi
sembrano rappresentare la firma di un piccolo garante che assicura di trasmettere il sentimento che Bonnard aveva per la vita: una percezione comunque serena, che diffonde all'esterno un
benessere affettivo e psicologico, in cui il dipinto sembra per un attimo essere stato immerso e da cui poi fuoriesce per offrirsi ai nostri occhi fluido, cangiante, vivo.