IO TUTTO QUESTO NON LO ACCETTO PIU'! from Angelo Veg Z on Vimeo.
La Romania che non aiuta le associazioni animaliste che, da tutto il mondo, si battono da anni per salvare la poco salvabile morale di quella nazione. La Romania che non ha mai messo in pratica un progetto di sterilizzazione a tappeto e ora si lamenta che i randagi sono troppi. La Romania che uccide i suoi cani in canili lager che sembrano usciti dalle pagine di Maus, che sembrano usciti dagli incubi di un sopravvissuto all’olocausto. La Romania che toglie la vita agli animali che dovrebbe amare bloccandogli il collo con una grossa pinza, e poi piantandogli una siringa dritta nel cuore, gettandoli a terra mentre ancora agonizzano.
La Romania che ha deciso - a due giorni dal voto che autorizzerà, per legge, per mano dei suoi parlamentari e del suo presidente, ad uccidere, distruggere i suoi randagi, a “terminarli” - che non accetterà più alcuna firma di protesta da inviare al Parlamento Europeo.
La Romania che lega le mani e tappa le bocche di chi vuole dire no, di chi vuole dire basta. Voteranno a favore dello sterminio: maggioranza e opposizione, per una volta, sembrano essere d’accordo.
Da settimane gira, in internet, un appello: l’obiettivo era raggiungere un milione di firme da inviare al Parlamento Europeo per dire NO al massacro dei randagi. Gli animalisti - e, più in generale, le persone perbene - hanno fatto il possibile per far girare la petizione il più possibile, per mettere al corrente chiunque di quello che sta accadendo.
Nel momento in cui scriviamo questo articolo le firme raccolte non sono neppure undicimila. Undicimila su un milione richieste.
Dei cani della Romania non importa a nessuno. Amaro, doloroso, indicibilmente e tristemente sorprendente constatarlo - se si pensa, solo su Facebook, quante centinaia di migliaia di persone sono iscritte a pagine e gruppi che professano amore per gli animali.
E allora ci rivolgiamo a quelle diecimila e rotte persone a cui qualcosa, dei cani della Romania, importa. Ai volontari che vivono nel Paese per aiutare questi animali e che, quando chiamano in Italia, piangono. Ai cani che muoiono e vengono torturati mentre tutti noi prendiamo il caffé, e ci facciamo un bel sonno, guardiamo un film alla TV o ci comperiamo un telefonino nuovo.
Ci rivolgiamo a quello sparuto gruppo di persone per chiedere loro, ancora una volta, di dare voce a chi voce non ha, di parlare per i più deboli tra i deboli, i più indifesi tra gli indifesi, i più innocenti tra gli innocenti.
La petizione è stata un fallimento, nonostante il nostro impegno. Questi cani hanno le ore contate. Ma facciamoci sentire ancora.
Attraverso il Wall Of Faces: girate un piccolo video di protesta, e poi andate a questa pagina. Inviatelo all’email segnalata o caricatelo su YouTube e poi comunicate il link all’organizzazione. Dite NO, e metteteci la faccia.
Firmando la petizione, se non l’avete ancora fatto, e facendola girare il più possibile: si trova a questo indirizzo.
il video e l'articolo
Preso dal blog di Angelo Veg
Grazie