Mai come nel Novecento (1900) la cultura artistica ha conosciuto una
tale velocità di evoluzione. Nel corso di questo secolo le novità e le sperimentazioni artistiche si sono susseguite con ritmo talmente incalzante da fornire un quadro
molto disomogeneoin cui è difficile la organizzazione del tutto in pochi schemi interpretativi.
Decine e decine di movimenti e di stili si sono succeduti, esaurendo la loro presenza in qualche decennio, ma anche nel giro di pochi anni. La storiografia di questo secolo, nella maggior parte
dei casi, è un elenco di tanti movimenti e protagonisti apparsi alla ribalta della scena artistica. Ciò, tuttavia, fornisce scarsi riferimenti di catalogazione critica. Un diverso approccio
all’interpretazione artistica del Novecento può ottenersi ricorrendo a categorie dell'ambito culturale più generali. In particolare, con riferimento agli inizi del Novecento, le categorie
critiche più agevoli sono soprattutto tre:
- lacomunicazione
- lapsicologia
- ilrelativismo.
I numerosi movimenti artistici sorti all’inizio del Novecento sono stati tutti caratterizzati da una volontà di rottura con il passato. Questa forte carica di rinnovamento
li ha di fatto posti in prima linea nell’ambito delle nuove ricerche artistiche. Ciò ha determinato l’appellativo, dato a questi movimenti, di «avanguardie». Tutto il Novecento,
in realtà, è stato caratterizzato da un clima di sperimentazione continua, ma, per delimitare i primi movimenti di rinnovamento, v'è la convenzione di definirli «avanguardie
storiche».
Lo spazio temporale di questo fenomeno coincide con gli anni a cavallo della prima guerra mondiale. Le prime avanguardie sorgono intorno al 1905, con l’Espressionismo; le ultime agli
inizi degli anni ’20, con il Surrealismo (1924). Parigi, nel corso del XIX secolo, si era affermata come la capitale europea in campo artistico.
Il fenomeno delle avanguardie storiche interessa invece tutta l’Europa, anche se Parigi continua a conservare un ruolo determinante nel campo artistico. Le prime due avanguardie sorsero infatti
nella capitale francese. Nel 1905, si costituì il gruppo dei Fauves, che rappresenta il primo movimento di ispirazione espressionistica. Nello stesso anno l’Espressionismo si diffuse
soprattutto in Germania e nei paesi nordici. Nel 1907, grazie a Picasso e Braque, sempre a Parigi sorse il movimento del Cubismo. Anche il Futurismo, che è un’avanguardia
decisamente italiana, partì da Parigi. Qui, infatti, sul quotidiano Le Figaro, Filippo Tommaso Marinetti pubblicò nel 1909
il «Manifesto del Futurismo». IlCubismo e il Futurismo produssero influenze notevoli in Russia dove in
quegli anni sorsero movimenti quali il Cubofuturismo, il Suprematismo e il Costruttivismo.
Anche la seconda avanguardia italiana di quegli anni, la Metafisica, in embrione nacque a Parigi, doveGiorgio De Chirico, il massimo
rappresentante del movimento, svolse parte della sua attività giovanile. Una cesura notevole nello sviluppo delle avanguardie fu determinato dallo scoppio, nel 1914, della prima
guerra mondiale. Numerosi artisti furono costretti a partire per il fronte bellico e molti di essi morirono in guerra.
A Zurigo, nella neutrale Svizzera, dove si rifugiarono numerosi artisti e intellettuali, nacque nel 1916 il movimento di maggior rottura tra le avanguardie storiche: il Dadaismo. Dal Dadaismo e dalla
Metafisica, nel 1924, nacque quella che viene considerata l’ultima delle avanguardie storiche: il Surrealismo. Anche qui, il centro di maggior irradiamento del nuovo movimento fu soprattutto Parigi e
la Francia. Infine, pur se non può essere considerato un movimento omogeneo e compatto, le avanguardie storiche produssero il fenomeno di maggior novità nell’arte del Novecento: l’Astrattismo. L’abbandono
definitivo della mimesi naturalistica avvenne intorno al 1910, grazie soprattutto a un artista di origine russa, operante in Germania: Wassilj Kandinskij. La sua formazione
artistica è di matrice espressionistica, tanto che l’Astrattismo, nella sua fase iniziale, può essere considerato un estremo limite
dell’Espressionismo.
In seguito, l’Astrattismo conobbe sviluppi notevolissimi, divenendo, soprattutto nel secondo dopoguerra, terreno fertile per numerose sperimentazioni, che attraverso l’arte Informale e
l’arte Concettuale,
arrivano fino ai giorni nostri.
Il fenomeno delle avanguardie si spense intorno agli anni ’30. La foga rinnovatrice aveva momentaneamente esaurito la sua carica rivoluzionaria. A questo momento di pausa artistica corrispose, in
quegli anni, l’affermazione in campo politico di regimi totalitari e reazionari: il fascismo in Italia e ilnazismo in Germania, che si fecero
fautori di un indirizzo artistico di stampo tradizionalistico e accademico. Avversarono apertamente i nuovi stili artistici, arrivando in Germania a definirli «arte degenerata»,
eliminandola dai musei e dalle collezioni statali. Molti esponenti artistici, che avevano operato in Germania, furono costretti a emigrare negli Stati Uniti dove trasferirono molte delle novità
culturali prodotte in Europa. Un fenomeno analogo accadde in Russia dove, sotto Stalin, si affermò un indirizzo artistico, definito «realismo socialista»,
che rifiutava la sperimentazione in favore di un’arte di matrice popolare con forti contenuti ideologici. Le avanguardie storiche avevano oramai totalmente modificato il concetto di arte visiva.
In pochi anni avevano accumulato un patrimonio enorme di idee e di concetti che diventarono la vera eredità per tutti i futuri movimenti che si sono sviluppati in campo artistico fino ai giorni
nostri.