l 7 gennaio 2011 il quotidiano tedesco “Die Tageszeitung” ha pubblicato un articolo di Klaus Hillenbrand, un noto storico esperto del periodo nazista, su una vicenda definita da lui stesso “del tutto bizzarra”. In effetti lo è e non poco!
Si sarebbe mai potuto immaginare che alla vigilia dell'attacco dell'esercito tedesco all'Unione Sovietica, i Ministri del Governo Nazista non avessero di meglio da fare che preoccuparsi di un cane? Probabilmente no, eppure la storia racconta proprio così.
Jackie, questo è il nome del cane “incriminato”, era un bel meticcio di proprietà del finlandese Tor Borg, un industriale farmaceutico, e di sua moglie Josefine, una tedesca emigrata in Finlandia. La donna, va precisato, non nutriva grandi simpatie nei confronti del né del Führer né del suo regime. Abitavano a Tampere, in Finlandia, a migliaia di chilometri da Berlino, ma, nonostante la distanza, il loro particolare sense of humor innervosì ed allarmò i capi nazisti.
Jackie aveva infatti una capacità molto speciale: quando sentiva pronunciare il nome “Hitler”, alzava la zampa imitando perfettamente il saluto del Führer. La signora Borg per questo motivo lo chiamava spesso anche “Hitler”.
I funzionari del governo tedesco, venuti a conoscenza dell'esistenza di questo "pericoloso" cane e dei suoi proprietari, colpevoli di prendersi gioco e di offendere la figura di Hitler, trovarono la faccenda assolutamente inaccettabile. Proprietari e cane andavano perseguiti.
Il 29 gennaio 1941 il viceconsole tedesco ad Helsinki, Willy Erkelenz, scrisse un dispaccio parlando di «un testimone che non vuole essere identificato che ha detto di avere
visto il cane di Borg rispondere al suono "Hitler" con il gesto della zampa alzata».
Tor Borg fu quindi convocato all'ambasciata tedesca ed interrogato sulle “inaccettabili” capacità del suo cane e sul perché fosse chiamato anche “Hitler”. Borg cercò di sdrammatizzare la
faccenda, rispondendo che il cane aveva sì alzato talvolta la zampa in modo tale da ricordare il saluto hitleriano, ma solo raramente ed esclusivamente all'interno una ristretta cerchia di
amici. Il console tedesco, però, non gli credette affatto.
Per un paio di anni circa il Ministero dell'Economia, l'azienda chimica Bayer Levekusen, nonché la Cancelleria di Hitler discussero su come portare alla rovinaTor Borg,
facendo per esempio pressioni sulla Ig Fabren, fornitrice delle industrie farmaceutiche del Finlandese, affinché interrompesse i suoi rapporti commerciali con l'industriale.
Fortunatamente per Jackie ed i suoi proprietari non furono trovate persone disposte a testimoniare dello “sconsiderato comportamento” di Jackie che con la sua
zampetta alzata attentava all'immagine di Hitler. Fu solo per questo motivo che verso Borg non fu avviato un vero e proprio procedimento penale.
Nel marzo del 1941 la Cancelleria del Führer decise finalmente di abbandonare l' “Affäre-Jackie” e di mettere tutto a tacere. Tom Borg morì nel 1959 all'età di 60 anni. La sua società, poi
rinominata Tamro Group, divenne più tardi una delle più importanti compagnie farmaceutiche dei paesi nordici.
Anche Jackie ad un certo punto sarà morto. Ci piace immaginare lo abbia fatto ridendo, magari alzando la sua zampetta in segno di sereno saluto ...
(Fonti: taz.de - Corriere.it )