La Venere dormiente è stata dipinta dal Giorgione intorno al 1507. E' conservata alla Gemaldegalerie di Dresda.
E' uno dei capolavori del maestro di Casterlfranco e tra i più celebri nudi di tutti i tempi. E' anche il primo nudo femminile finalizzato alla contemplazione secondo una visione classica e
sensuale.
Questa figura è perfettamente immersa nella natura, fa parte del paesaggio in cui vive. Tutto il dipinto è realizzato con sapienti modulazioni tonali che trasmettono un sentimento malinconico, di
solitudine incantata e sospesa.
Esiste una perfetta corrispondenza tra il profilo delle colline, le forme distese del paesaggio, questa atmosfera onirica e la Venere abbandonata nel sonno.
Esiste una forte analogia anche tra i colori del cielo, rosati nel tramonto, e quelli del corpo della Venere, come per indicare un'ideale somiglianza tra la donna e la dimensione divina.
Giorgione esalta la femminilità e la sensualità della sua Venere e nello stesso tempo la distacca, la allontana dallo spettatore, perchè appartiene alla dimensione magica, poetica del sogno, a
cui sembra appartenere questa natura incantata.
La venere dormiente di Giorgione è l'ultima nel video
La Venere dormiente è stata dipinta dal Giorgione intorno al 1507. E' conservata alla Gemaldegalerie
di Dresda.
E' uno dei capolavori del maestro di Casterlfranco e tra i più celebri nudi di tutti i tempi. E' anche il primo
nudo femminile finalizzato alla contemplazione secondo una visione classica e sensuale.
Questa figura è perfettamente immersa nella natura, fa parte del paesaggio in cui vive. Tutto il dipinto
è realizzato con sapienti modulazioni tonali che trasmettono un sentimento malinconico, di solitudine
incantata e sospesa.
Esiste una perfetta corrispondenza tra il profilo delle colline, le forme distese del paesaggio, questa
atmosfera onirica e la Venere abbandonata nel sonno.
Esiste una forte analogia anche tra i colori del cielo, rosati nel tramonto, e quelli del corpo della Venere,
come per indicare un'ideale somiglianza tra la donna e la dimensione divina.
Giorgione esalta la femminilità e la sensualità della sua Venere e nello stesso tempo la distacca, la
allontana dallo spettatore, perchè appartiene alla dimensione magica, poetica del sogno, a cui sembra
appartenere questa natura incantata
La composizione è basata sulle diagonali e la figura femminile si distende su una di esse,
occupando tutto il primo piano. Sull'altra diagonale si dispongono le colline e gli elementi
del paesaggio.
La venere, è adagiata su voluminosi panni bianchi e rossi, che potrebbero alludere ai colori
degli abiti nuziali delle spose di allora, e dorme ignara di essere osservata.
Questo dipinto testimonia anche l'apprendistato di Tiziano presso Giorgione, secondo gran
parte degli esperti, infatti Tiziano è intervenuto nel panneggio in primo piano, probabilmente
per completare il quadro alla morte improvvisa del maestro.
Il quadro ha subito parecchi restauri e ridipinture. Ad una radiografia, eseguita nel 1932 dal
Posse è apparsa la figura di Cupido, ai piedi della dea.