Il leone è citato sia nel Fisiologo greco che in quello latino che nel Bestiario d'amore (in cui ad una prima citazione ne segue una seconda). Nei due primi testi si dice
che il leone ha tre nature: 1) quando cammina vagando, se si accorge di essere seguito dai cacciatori, copre con la coda le sue impronte; così Cristo facendosi uomo ha nascosto la propria
divinità; 2) quando dorme, i suoi occhi vegliano; così il Signore dormì nel sonno della morte sulla croce e nel sepolcro, ma la sua natura divina vegliava; 3) quando partorisce, si dice che il
cucciolo nasce morto; dopo tre giorni e tre notti viene svegliato, scosso dal ruggito e dal brontolio del padre che sopraggiunge; così Cristo, morto da tre giorni, fu risuscitato da Dio padre.
Nel Bestiario latino vengono aggiunte le spiegazioni etimologiche.
Nella prima citazione del Bestiario d'amore si dice che il leone assale l'uomo non appena questi lo guarda. Amore assomiglia al leone: infatti Amore non assale se non chi lo guarda.
"Amore dunque cattura l'uomo ai primi incontri per mezzo degli occhi, e per questa via l'uomo perde il cervello". Nella seconda citazione si descrive la prima natura del leone,
concludendo: "Allo stesso modo si comporta un uomo saggio che abbia prudenza: quando è costretto a fare qualcosa che, se fosse conosciuto, gli attirerebbe il biasimo, usa precauzioni tali per cui
nessuno lo sappia mai; in modo che la sua prudenza cancelli le orme dei suoi piedi, ossia la buona o cattiva reputazione che può derivare dalle sue azioni".