Voglio mettere in evidenza forse l’aspetto meno conosciuto
dell’opera di Van Gogh. Vincent fu un prolifico artista (1000
disegni, circa 900 dipinti e 300 tra schizzi ed acquerelli) e
tra le varie forme di espressione si cimentò anche con la
grafica producendo dieci splendide opere: 9 litografie e
un’incisione all’acquaforte. Van Gogh era un grande am
miratore degli incisori Britannici, i lavori dei quali veniva
no pubblicati su molte delle riviste più diffuse all'epoca.
Memore di questi artisti, i cui lavori di grafica colleziona
va con molto entusiasmo, Van Gogh stesso iniziò a speri
mentare la litografia nel 1882. Sebbene i risultati fossero
incoraggianti, solo raramente Van Gogh tornò ad usare
questa tecnica preferendo continuare ad accrescere la
sua collezione; grazie alle molte stampe che possede
va riuscì a trovare l’ispirazione nei mesi bui passati rin
chiuso nella clinica.
Forse il suo capolavoro grafico si riferisce a Clasina
Maria Hoornick, detta Sien, una prostituta di circa
trent’anni dal viso rovinato dal vaiolo, alcolizzata e in
attesa di un figlio, già madre di una bambina. Van Gogh
vede sul suo volto, sul suo corpo, i segni del dolore e
delle avversità che le ha lasciato la vita, e per questo
vede la bellezza di questa donna sfiorita. Decide an
che di sposarla. I familiari non accettano la scelta e
vorrebbero far interdire Van Gogh. L’artista infine, nel
1883, lascia Sien avendo perdute le speranze di redi
merla. “Il mio grande desiderio è imparare a fare delle
deformazioni, o inesattezze o mutamenti del vero;
il mio desiderio è che vengano fuori, se si vuole, anche
delle bugie, ma bugie che siano più vere della verità letterale”;
così scriverà in una lettera ed in effetti questo crudo realismo,
quasi espressionista, è indice della sua spiccata sensibilità e
del suo amore che, per prima cosa, è sofferenza e ossessione.
La malinconica posa della ragazza che la rende inafferrabile agli
occhi dello spettatore traduce l’impossibilità del pittore di posse
derla. Il disegno traduce forse istanze simboliche per la presenza
di diverse varietà di piante.
L’unica acquaforte dell’artista, tecnicamente non ineceppibile,
si pone in linea con i due celebri ritratti del medico personale.
Paul Gachet: il “medico” degli impressionisti.





Riguardo l’argomento, per approfondimenti, si consiglia l'eccellente libro
The Graphic Work of Vincent van Gogh di Sjraar van Heugten e Fieke Pabst.